La focaccia con il formaggio

Nel Golfo Paradiso, dove il blu dell’acqua è uno dei più belli d’Italia, tra i piccoli borghi color pastello che costeggiano il littorale traviamo la cittadina di Recco. Due sono le cose che rendono famoso questo paesino della riviera di levante, la focaccia col formaggio e la pallanuoto (quest’ultima, ci dava spesso la scusa per saltare scuola, in primavera, così da poter almeno rifarsi gli occhi quando la squadra cominciava ad allenarsi all’aperto!!).

Dunque la prelibatezza ligure di cui parleremo adesso è la fugassa cö formaggio, no, non i pallanuotisti.
L’origine di questa leccornia viene fatta risalire, dalle fonti giunte sino a noi, al XII secolo, ai tempi della terza crociata. Era precisamente il 1189, e nell’Abbazia di San Fruttuoso si teneva il Te Deum, alla cerimonia parteciparono anche i crociati liguri che di lì a poco sarebbero partiti per la Terra Santa. Dopo la celebrazione fu allestito un banchetto, e tra le pietanze viene citata “una focaccia di semola e di giuncata appena rappresa”, ovvero la nostra focaccia al formaggio.
Una più recente leggenda, invece, narra che, tra il ‘500 e il ‘600, per contrastare le frequenti incursioni saracene gli uomini rimanessero a presidiare il litorale mentre donne, anziani e bambini si recavano nell’entroterra carichi del sale, della farina e dell’olio necessari per sopravvivere. Questi elementi base dalla cucina vennero barattati con il formaggio dei pastori delle valli vicine. Le donne impastarono il composto di olio, sale e farina con l’acqua dei torrenti, e cuocendo la pasta ripiena di formaggio su una pietra d’ardesia coperta ottennero quel prodotto gastronomico che oggi conosciamo.
Sul finire del 1800, quando Recco contava circa 3.000 abitanti, ritroviamo la “Focaccia col Formaggio” nei cinque forni cittadini e nelle prime trattorie con cucina, i quali proponevano la pietanza esclusivamente nel periodo di celebrazione dei morti. Grazie alla risolutezza dei discendenti di quei primi osti la focaccia col formaggio venne trasformata nella punta di diamante della gastronomia ligure.
Negli anni ‘50 con l’arrivo dei primi turisti si capisce che il futuro di Recco si sarebbe basato su di loro, con particolare attenzione a quello che oggi viene ormai chiamato “Turismo di gola”. Ed è a quel periodo che risale la prima festa della Focaccia col Formaggio, in cui lavorarono insieme ristoratori e fornai dell’intera città. La festa della focaccia col formaggio si tiene ormai da ben 65 anni nell’ultima settimana del mese di maggio per l’occasione lungo le vie di tutta la città viene distribuita la focaccia col formaggio.
Voci di corridoio raccontano che Guglielmo Marconi, Walter Chiari e l’Infanta di Spagna si recarono appositamente a Recco per gustare la squisitezza del luogo, così come fecero le compagnie teatrali, che alla fine degli spettacoli, si spostavano da Genova a Recco, per soddisfare il loro innocente peccato di gola.
Ragazzi mica quisquillie…!

Ma non è finita qui!! Eh no!
Nel 1967, infatti, il quotidiano statunitense «Daily American», che la definisce «quite divine», la consacra raffinatezza gourmet anche oltre oceano. Troviamo la focaccia inoltre nelle Guide Veronelli del 1968 e nella Guida Gastronomica d’Italia del 1969.
Nel 2005 venne costituito il Consorzio per la Focaccia della focaccia di Recco, i cui membri si impegnarono per promuovere e tutelare la specialità gastronomica. Nel marzo del 2012 la vivanda è stata insignita del marchio IGP e il 3 giugno 2013 ha ricevuto il riconoscimento da parte dell’Unione Europea.
Ma non sarebbe potuto essere altrimenti!

Ingredienti semplici come farina, formaggio fresco, olio extravergine, acqua e sale e la maestria dei fornai sono gli elementi creatori delle due sottilissime e fragranti sfoglie si sciolgono nel palato unendosi e fondendosi con il cuore di stracchino e formagetta che racchiudono. La sensazione che si prova gustandola è quella di sublime piacere ed estasi.
Questa prelibatezza si può gustare come aperitivo, come piatto unico, oppure accompagnandola con un contorno…ma le parole d’ordine per assaporarla sono: calda, fumante e con le mani!


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